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Intervista a Irene e Marco di Fauna.life

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Loro sono Irene e Marco, due ragazzi in gamba che, come noi, stanno intraprendendo un nuovo progetto assieme!
Irene l’abbiamo conosciuta virtualmente diversi anni fa, quando ci è stata di gran aiuto attraverso i video che tutt’oggi pubblica sul suo canale YouTube.
Questa intervista è il nostro modo speciale di ringraziarla e farvi conoscere il loro bellissimo progetto: Fauna.life.

Ciao Marco e Irene. Per chi non vi conosce, chi siete e cosa fate nella vita?

IRENE: Ciao Francesco! Io sono biologa e istruttrice cinofila. Ho un canale Youtube di educazione cinofila in cui ho pubblicato più di 200 video tra tutorial e video educational. Si chiama Qua la Zampa ed è il più seguito in Italia. Collaboro anche con FattorePet, agenzia di influencer marketing nel mondo pet, per il quale mi occupo dello sviluppo commerciale. Sono anche mamma di Gaia e Leila e BauMamma di Pinta, il nostro Pastore Australiano.

MARCO: Io da piccolo sono inciampato in un Commodore64, ho battuto la testa e da allora sono un informatico… Negli ultimi anni mi sono occupato di Blockchain, ho imparato a fare i video da Irene e ho aperto il canale YouTube “Blockchain Caffe”, dove spiego questa tecnologia un po’ a tutti. Casualmente ho anche io due figlie e una cagnolona…

IRENE: Eh già, siamo marito e moglie!

Sappiamo che avete messo online da poco tempo un progetto unico in Italia che e si chiama Fauna.life. In breve ci spiegate in cosa consiste?

MARCO: Fauna.life è un’idea di Irene. Il progetto mira a realizzare un’anagrafe animale completamente nuova, rivoluzionaria, realizzata e gestita direttamente dagli utenti, dai veterinari, dagli allevatori. Ha un livello di sicurezza molto più elevato e permette di correlare tra loro i dati come mai prima d’ora. Perchè i dati sono l’arma migliore per combattere lo sfruttamento animale, l’abbandono, gli allevamenti intensivi, i canili lager ed altre piaghe. Contemporaneamente sarà la miniera d’oro dove Università e ricercatori potranno studiare la diffusione di malattie genetiche e molto altro.

L’idea ci sembra molto interessante! Com’è nata?

IRENE: è nata quasi per scherzo. Io lo sento spesso parlare dei lavori che porta avanti nel settore blockchain e rimango affascinata dalle potenzialità di questa tecnologia. Un giorno, sentendo l’ennesima notizia di maltrattamenti e tratta di cuccioli dall’Est, gli ho detto “Ma, la blockchain, che è la panacea di tutti i mali, non potrebbe fare qualcosa anche per gli animali?”. Lui è stato in silenzio per un po’ e poi ha detto “Ma sai che sì, potrebbe eccome?”. Da lì abbiamo cominciato con entusiasmo a studiare tutte le possibili applicazioni e sono emersi tanti altri vantaggi dell’adottare questa tecnologia anche nel settore dei pet.

Chi è proprietario di un cane sa benissimo che c’è l’obbligo del microchip e quindi è iscritto all’anagrafe canina. La domanda sorge spontanea: qual è la differenza più evidente per chi farà parte del vostro progetto?

MARCO: L’attuale anagrafe non è al passo coi tempi. Abbiamo fatto passi da gigante e la tecnologia ci aiuta in tutto, ma gli animali sono stati lasciati indietro. Innanzitutto ci sono molti problemi e frodi nel mondo animale che nascono proprio dalla metodologia obsoleta di trattare dati e documenti (pedigree falsi, meticci spacciati per cani di razza, cani di cui non si sa la provenienza reale) che portano a fenomeni di sfruttamento in cui gli animali fanno una vita d’ Inferno. Inoltre i dati non sono mai usati proattivamente o in modo da portare un beneficio.

Dei genitori dei nostri cani sappiamo forse nome e poco altro. Praticamente nessuno conosce il numero dei fratelli, non abbiamo informazioni riguardo al loro stato di salute o eventuali patologie. Insomma la verità è che non sappiamo nulla. E’ mai possibile che possiamo sapere vita morte e miracoli di un motorino scassato di 3a mano ma non riusciamo a sapere altrettanto facilmente quello che ci serve sul nostro cane? E poi perché alcune cose le possiamo sapere solo sui cani di razza ma non sui meticci?

Dobbiamo uscire da questo stato di cose. La blockchain permette di risolvere o almeno arginare questi problemi. Ma non solo!

In questo periodo di avanzamenti tecnologici va di moda una frase: “I dati sono il nuovo petrolio”. Fauna.life fa si che la ricchezza di quel petrolio possa essere usata portare finalmente dei vantaggi proprio ai protagonisti di quei dati: i nostri animali.

Ci sono altri vantaggi interessanti per il proprietario del cane?

MARCO: Immaginate la possibilità di avere sempre con noi, legato al numero di microchip, l’intera cartella clinica del nostro amico, e di non poterla mai perdere! Questo facilita di molto i viaggi all’estero o le adozioni.

Immaginate di poter sapere se il vostro cane ha avuto 8 fratelli e sorelle in tutto… o 80. Fa una differenza enorme, la stessa che passa tra un allevatore che ama gli animali e uno che li sfrutta per profitto.

Immaginate ora di essere un ricercatore che sta lottando contro una malattia, e che riesce a trovare una cura perché in Fauna.life trova i dati che gli servono per capire come viene trasmessa da genitori a figli.

I vantaggi sono molti, per il padrone ma alla fine soprattutto per gli animali!

 

Il progetto è rivolto a chiunque abbia un cane o ad una categoria ben precisa?

IRENE: è rivolto a chiunque abbia un cane, un gatto, un furetto e così via. E’ rivolto quindi ai proprietari, ai gestori dei canili che vogliano registrare gli ospiti del loro rifugio, agli allevatori che vogliono dimostrare di essere onesti e di svolgere il loro lavoro al meglio, alle associazioni di volontariato, alle istituzioni…

È già attivo il progetto Fauna.life o è in fase di definizione?

IRENE: Pinta, il nostro cane, è già stato registrato, ma per gli utenti ancora non c’è la possibilità di registrarsi in modo autonomo. Per ora stiamo raccogliendo qui le pre-iscrizioni di chi è interessato a iscrivere il proprio pet non appena sarà possibile. Stiamo lavorando “dietro le quinte” per realizzare tutti i dettagli del progetto

Quando sarà quindi accessibile a tutti?

IRENE: A breve lanceremo una campagna di crowdfunding che spero ci aiuti a coprire i costi iniziali e quelli di consulenze esterne, perchè si sa che Italia non è semplice lanciare qualcosa di nuovo. Noi pensiamo che il tutto potrebbe essere operativo prima dell’estate.

A questo proposito, sarà necessario versare una quota d’iscrizione, o una quota annuale?

MARCO: Il nostro progetto non nasce per fare soldi… quindi ci stiamo ancora pensando. L’uso della blockchain richiede un piccolo costo per registrare le informazioni (stiamo parlando di un cappuccino al bar). Contiamo di esporre un costo davvero contenuto all’utente che ci permetta di coprire tutte le spese della struttura, poi una volta depositato, il dato è lì per sempre.

Per il resto vogliamo realizzare delle collaborazioni. Ad esempio per canili e gattili stiamo cercando la collaborazione di aziende del settore che vogliano, tramite una campagna charity, sponsorizzare le registrazioni degli ospiti.

In futuro, Fauna.life, gestirà i dati anche di altri animali oltre a quelli dei cani?

IRENE: Non in futuro. Sarà possibile farlo da subito. Abbiamo pensato la piattaforma già con una flessibilità tale per cui abbiamo previsto di poter aggiungere qualsiasi specie animale che abbia un identificativo tipo microchip, tatuaggio, anello e così via. Per questo lo abbiamo chiamato Fauna.life, perchè potenzialmente possiamo comprendere fino a 250 specie. E poi…ti avevamo detto che il progetto era ambizioso!

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